Le Province della Sicilia
I Comuni della Sicilia
| Storia della Sicilia |
| Scritto da Enzo Giusto |
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La Sicilia fu abitata fin dall’età preistorica, come dimostrano le numerose testimonianze pervenuteci (le pitture rupestri di Levanzo e Monte Pellegrino, le armi e gli utensili in pietra ritrovati in varie parti dell’isola), e le sue popolazioni originarie furono i Sicani, insediati sopratutto nella parte occidentale, ed i Siculi, che probabilmente dettero il nome a tutta l’isola e si insediarono nella parte orientale.
La storia della Sicilia inizia con la colonizzazione fenicia e greca nell’VIII secolo a. C. Nel 734 i Corinzi fondarono Siracusa, destinata a diventare il centro politico più importante di tutta l’isola; nella seconda metà del secolo VII i Cretesi fondarono Megara Hiblaea, che fondò, a sua volta, Selinunte, mentre Agrigento venne fondata al principio del VI secolo. I Greci imposero subito la loro civiltà e assorbirono completamente le popolazioni indigene. Rivalità e lotte intestine tra l’aristocrazia e il popolo favorirono la nascita dei tiranni, che, intorno al 500 a. C., dominavano in quasi tutte le città siciliane: Falaride ad Agrigento, Gelone ed il suo successore Gerone a Siracusa. Con la morte di quest’ultimo le popolazioni si ribellarono alla tirannia e riconquistarono l’indipendenza. Nella seconda metà del V secolo Atene tentò di abbattere l’egemonia di Siracusa, ma il suo esercito venne sopraffatto da quello dei Siracusani. I Cartaginesi, allora, approfittando della debolezza di Atene, riuscirono ad occupare Selinunte nel 409 a. C. ed Agrigento nel 405. La Sicilia, pertanto, risultò divisa in due blocchi: Siracusa nella parte orientale e Cartagine ad ovest. Entrambe le potenze cercarono l’occasione di espandere i propri possedimenti ed il tiranno di Siracusa Agatocle tentò di sottomettere le altre città siciliote. Intanto i Romani, terminata la conquista dell’Italia, si volsero verso la Sicilia e nel corso della Prima Guerra Punica (264 - 241) assoggettarono tutta l’isola a Roma, iniziando una dominazione che durerà secoli.
Quando nel 476 d. C. si verificò il crollo dell’impero romano, l’isola venne invasa dai Vandali e dai Goti, prima di passare, nel 535, sotto il dominio bizantino, che durerà tre secoli. Nel secolo IX iniziarono le incursioni dei Saraceni, che lentamente e ferocemente riuscirono a conquistare la Sicilia nel 902. Nonostante i metodi cruenti che li portarono alla conquista dell’isola, gli Arabi crearono i presupposti per migliorare le condizioni economiche e sociali dei Siciliani. Ma la loro presenza non era ben vista dal mondo occidentale e dal Papa, che convinse i Normanni, provenienti dalla Normadia francese, a scacciare gli infedeli in cambio della sovranità sull’isola. Questi, guidati da Ruggero d’Altavilla, nel periodo tra il 1060 e il 1091, riuscirono a scacciare i Musulmani e a conquistare la Sicilia, che, sotto questo dominio, raggiunse importanti traguardi, sia sul piano economico che su quello artistico - culturale. Dall’unione tra Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, ed Enrico IV di Svevia nacque Federico II, il più illuminato sovrano di Sicilia, sotto il cui regno l’isola conobbe grande splendore in ogni campo. Alla sua morte la Sicilia attraversò un periodo di grandi turbolenze, che sfociarono nell’insurrezione del popolo contro le angherie dei violenti Angioini, posti dal papato a capo del regno di Sicilia (Vespri Siciliani ,1282). La Sicilia passò, quindi, sotto il dominio degli Aragonesi di Spagna, chiamati dai Siciliani in loro aiuto, che portarono l’isola, nei secoli successivi, alla decadenza economica e sociale, cui il popolo oppose degli sfortunati tentativi di rivolta. In seguito, le guerre di successione spagnola e polacca provocarono il passaggio della Sicilia prima ai Savoia (trattato di Utrecht, 1713), poi all’Austria, quindi ai Borboni di Spagna, che dal 1735 domineranno l’isola fino all'unificazione d'Italia. Nel 1812 Ferdinando IV di Spagna concesse alla Sicilia una nuova costituzione (con le due camere, dei pari e dei comuni, di tipo inglese), che, però, in un secondo tempo soppresse, unificando il Regno di Napoli e quello di Sicilia sotto l’unico Regno delle due Sicilie. I movimenti rivoluzionari contro l’oppressione borbonica si succedettero nel corso degli anni, ma fallirono tutti, finchè il giovane Giuseppe Garibaldi, sbarcato in Sicilia con mille volontari (Marsala, 11 maggio 1860), inflisse numerose sconfitte alle truppe borboniche e fulmineamente conquistò l’isola. I Siciliani scelsero, allora, per plebiscito, di essere annessi al giovane Regno d’Italia (22/10/1860).
Tuttavia le loro condizioni di vita anzichè migliorare peggiorarono e il loro disagio fu accentuato dall’occupazione delle terre demaniali da parte dei borghesi. La prima guerra mondiale aggravò i problemi legati al latifondismo, che neppure il fascismo riuscì a risolvere e che si ritroveranno immutati anche dopo la seconda guerra mondiale. Il 15 maggio 1946 venne promulgato lo statuto di autonomia della Regione Siciliana e nell’aprile 1947 venne eletto il primo parlamento siciliano. |


