Dedalo: un ateniese nell'agrigentino
Scritto da R. Falcone - R. Nicotra   


dedaloicaro01Dedalo, mitico inventore della scure della vela e del cuneo, raffinato scultore di statue semoventi, costruttore del labirinto del Minotauro, padre di Icaro, arrivò in Sicilia sospinto non tanto dalle ali di cera che inventò quanto dal vento della truffa e dell’assassinio. E sì, perché, a dirla tutta, Dedalo fu sicuramente un genio ma anche un gran lazzarone. Avrebbe potuto vivere ad Atene coperto d’onore e d’oro ma non poté sottrarsi alla tentazione di uccidere il nipote Jalo che incautamente aveva inventato la sega. Scappato a precipizio, si rifugiò a Creta dove ebbe modo di tradire la fiducia del re Minosse organizzandone la cornificazione da parte della moglie Pasifae con un toro marino inviato da Poseidone, uno dei soliti traccheggi tra uomini e dei. Sotto i buoni auspici di Dedalo, nacque così l’altrettanto leggendario Minotauro per il quale l’ateniese costruì il labirinto. Continuando ad obbedire alla sua indole opportunista e truffaldina, Dedalo confezionò il celebre filo per Arianna che a sua volta lo consegnò a Teseo che provvide a far fuori la mostruosa creatura. A questo punto il re Minosse aprì miracolosamente gli occhi sulla vera natura di Dedalo che, ovviamente, fu costretto ad una repentina e rocambolesca fuga. Costruì, infatti, due paia d’ali per sé e per il figlio Icaro e puntò sulla Sicilia, anzi planò nell’agrigentino. Qui trovò subito rifugio presso il re Cocalo nella città di Inyco (alcuni sostengono che il sito possa corrispondere a Cammarata). Il re sicano sfruttò immediatamente le capacità del fuggiasco facendogli realizzare una reggia inespugnabile nella città di Camico (per alcuni l’odierna Siculiana, per altri Sant’Angelo Muxaro, per altri ancora Camastra). Nessun “dubbio”, invece, sul fatto che Dedalo, affascinato dalle emissioni di aria calda sul Monte Kronio di Sciacca, costruì le famose terme che, anche con tutta la buona volontà, non è proprio possibile collocare in nessun altro paese. A questo punto torniamo a Minosse che avevamo lasciato a Creta. Il re, saputo che Dedalo era approdato in Sicilia, organizzò una missione punitiva sbarcando sulle coste agrigentine. Cocalo finse di voler consegnare il lazzarone e fece annegare Minosse in un bagno caldo dalle sue figlie, evidentemente a conti fatti preferiva i servigi di Dedalo all’amicizia di Creta. Quanto ci possa essere di vero in quello che vi abbiamo raccontato è arduo dirlo. Riteniamo che si possa propendere per un 50% di invenzione ed un 50% di verità. Una buona dose di verità, dunque, che ben spiega il perché in tanti identifichino qua e là nell’agrigentino i luoghi delle gesta di questi mitici personaggi.