La Villa Imperiale Romana del Casale, che l'Unesco, nel 1996, ha dichiarato "patrimonio dell'umanità" e la Regione Siciliana, nell'ottobre 1999, ha elevato a "Museo Archeologico Regionale", rappresenta forse il più grande testamento della romanità che sia giunto ai giorni nostri con tanta ricchezza e bellezza di dettagli. Posizionata a circa tre chilometri da Piazza Armerina, sulla strada provinciale per Barrafranca, la Villa fu costruita dai romani, durante il III e IV secolo A.D., su un precedente insediamento rustico del II secolo A.D. Il prof V. Gentili, che effettuò lo scavo nel 1950, attribuì la costruzione della Villa all'imperatore romano Maximianus Herculius, ma questa ipotesi non è l'unica, anche se è ancora oggi la più accreditata.
La Villa fu abitata sicuramente fino al 13° secolo, come si evince dalle monete romane, bizantine, arabe e normanne trovate durante gli scavi, e attorno ad essa, a sud, verso la Contrada Sofiana, la romana Philosophiana, una aerofotogrammetria del 1960 ha fornito la prova dell'esistenza di un villaggio, che ancora oggi giace sepolto e che, probabilmente, venne in parte distrutto, assieme alla villa, da Guglielmo il Malo.
Nel 1163 questi diede il permesso di costruire una nuova città, Platia, nel luogo ove oggi si trova Piazza Armerina. Successivamente la Villa fu coperta dai detriti provenienti dal Monte Mangone e di essa si persero le tracce fino al XVII secolo, quando un illustre piazzese, il Chiarandà, scriveva: "In località Casale esistono muri e rovine di origine ignota". Nel XIX secolo furono effettuati degli scavi che portarono alla luce il Triclinium. Ma il vero scavo fu effettuato, nel 1950, dal prof. V. Gentili e durò sette anni. Vennero alla luce circa 60 stanze e 3500 m2 di mosaici, che costituiscono un complesso monumentale di inestimabile valore.
La Villa, data la natura molto scoscesa del sito, è costruita su 4 livelli.
Nel primo livello si trovano le terme romane, che venivano rifornite di acqua da un complesso sistema di approvvigionamento, costituito da ben due acquedotti: l'acqua, prima di essere immessa nel Frigidarium e nei Calidaria, veniva riscaldata in particolari forni. In questo livello si trovano anche la Sala dei massaggi e la Palestra.
Nel secondo livello è ubicata l'entrata principale a tre arcate e un grande cortile all'aria aperta, circondato da colonne in stile ionico.
Nel terzo livello si trova, invece, il Peristilium, un cortile rettangolare circondato da colonne in stile Corinzio, con al centro una fontana. Sul lato sinistro del peristilio si trova un gruppo di piccoli ambienti, tra cui vale la pena di segnalare la stanza della Piccola Caccia (con mosaici raffiguranti scene di caccia), quella degli Eroti pescatori e quella dei danzatori. Sul lato destro vi è, invece, un gruppo di tre stanze, una delle quali, nota in tutto il mondo, è diventata il simbolo di questo eccezionale monumento: la stanza delle ragazze in bikini. Lungo il fianco orientale del peristilio si apre il grandioso corridoio della grande caccia, i cui mosaici raffigurano scene di caccia grossa: inseguimento, cattura e trasporto delle belve verso Roma. Pregevoli le raffigurazioni dell'Asia e dell'Africa poste alle due estremità della sala, nelle due absidi.
Nel quarto livello si trovano, infine, il Triclinium, le stanze private della famiglia, con i meravigliosi mosaici raffiguranti Ulisse e Polifemo ed il Cubicolo con la famosa scena erotica, e la grandiosa Basilica. Nel Triclinium il Signore, Dominus, pranzava con gli ospiti di riguardo. Qui si trovano i mosaici raffiguranti le dodici fatiche di Ercole e nell'abside di centro si trova la Gigantomachia, in cui sono raffigurati cinque giganti che cercano di togliersi le frecce, scagliate loro da Ercole.
I maestri mosaicisti dell'epoca utilizzarono due diversi tipi di tessere per comporre le figure ed i disegni di queste eccezionali pavimentazioni: Opus vermicellatum, piccole tessere irregolari, e Opus tesselatum, tessere di circa un centimetro. Il pavimento della Basilica è, invece, rivestito da Opus sectile, pezzi di marmo pregiato. I motivi decorativi dei mosaici si possono raggruppare in: disegni geometrici, utilizzati nelle stanze destinate alla servitù o in quelle adibite a magazzino; disegni di figure reali, animali locali, africani, indiani ed asiatici; figure maschili e femminili vestite con abiti del tempo; figure mitologiche: Ulisse e Polifemo, Ercole e le sue 12 fatiche, Ambrosia e Licurgo, Eros e Pan, Arione e Orfeo.