Piazza Armerina, Città d'Arte
Scritto da Enzo Giusto   

Scalinata di Sant'AnnaScendendo lungo la via Monte, già "strata mastra" (strada maestra), si incontrano parecchi edifici degni di essere menzionati: il palazzo Geraci, il Monastero della Trinità, il palazzo che la tradizione indica come abitazione del barone M. Trigona, dall'elegante portale gotico-catalano, il palazzo dei marchesi di Roccabianca, purtroppo malamente rimaneggiato. Il quartiere Monte è il classico esempio di impianto urbanistico normanno, con le caratteristiche stradine organizzate in forma di lisca di pesce che si dipartono dalla strada principale. In fondo alla via Monte è possibile visitare la secentesca chiesa degli Angeli Custodi, elegantemente affrescata, e la chiesa di S. Maria della Catena (XII sec.), già San Nicola al Monte.

Dalla via Crocifisso si giunge all'omonimo quartiere, dove a pochi metri di distanza si trovano la chiesa del Crocifisso e la chiesa di S. Martino di Tours, prima chiesa fondata dai Normanni nella nuova città di Platia, la cui costruzione iniziò nel 1163.

Situata nella parte meridionale dell'antico quartiere "Monte", la suggestiva piazza Castello comprende, oltre al Castello Aragonese, costruito alla fine del XIV secolo e a lungo residenza del re Martino I d'Aragona, da cui prende il nome, anche alcuni eleganti palazzi (Velardita, Roccazzella, Starrabba) e la deliziosa chiesa della Madonna della Neve (XVII sec.), annessa al convento degli agostiniani, che incanta con il candore delle pregevoli decorazioni in stucco che la adornano e i suoi numerosi dipinti di pregio.

Lungo la via V. Emanuele, che collega piazza Castello a piazza Garibaldi, si incontrano l'ex Convento dei Gesuiti, con l'annessa chiesa di S. Ignazio (XVII sec.), e la chiesa di Sant'Anna (XVIII sec.), dalle forme eleganti e sinuose.

Poco oltre è la piazza Garibaldi, da cui si può facilmente visitare il contiguo quartiere Canali, antico borgo storico che fino al 1492 ospitò gli ebrei (Giudecca) e fu luogo di commercio ed artigianato. E' ubicato nella parte più bassa della città, dove, da sempre, dalle quattro bocche dell'antica fonte dei Canali sgorga abbondante acqua fresca, che viene poi convogliata nell'annesso lavatoio medievale. Nei pressi della fonte si trova la piccola chiesa dedicata a Santa Lucia, il cui interno è molto spoglio e che, probabilmente, fu riedificata nel 1685 su una precedente sinagoga ebraica del XIV secolo. Nella parte più alta del quartiere è possibile visitare la secentesca Chiesa dell'Itria, dall'elegante portale barocco in pietra arenaria che, dopo San Martino, fu la seconda parrocchia della città.Ciesa del SS. Crocifisso

Dopo aver imboccato la via Umberto si incontra subito la secentesca chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. Percorrendo la strada laterale che la costeggia si giunge al piano S. Antonio, che prende il nome dall'omonima chiesa, ora sconsacrata, dedicata al santo protettore degli animali domestici. Su questa piazzetta prospettano la chiesa di S. Vincenzo e l'ex convento di San Domenico (XVII sec.), tutte facenti parte del complesso edilizio del palazzo vescovile. Dalla via Cammarata, prospiciente l'ingresso del Seminario, si ritorna in via Umberto I, dove si incontrano immediatamente il bel Palazzo Mandrascati, purtroppo anch'esso malamente rimaneggiato, ed altri bei prospetti di palazzi signorili nella parte terminale della strada, oltre all'ex convento di S. Chiara, sventrato in un mal riuscito tentativo di restauro.

In posizione contigua al largo S.Giovanni, su cui prospetta l'omonima trecentesca chiesa pregevolmente affrescata nel XVIII secolo dal pittore fiammingo G. Borremans, si trova la chiesa di S. Lorenzo al Patrisanto, volgarmente nota come chiesa dei Teatini. Nella stessa piazza Martiri d'Ungheria (anticamente piano Padre Santo) si trova l'antica Torre del Padre Santo, appartenente alle mura medievali della città. Nelle immediate vicinanze è possibile visitare la secentesca chiesa di S. Stefano e la Commenda dei Cavalieri di Malta, la cui costruzione risale al secolo XII. Poco oltre, dopo aver superato il monumento dedicato al Gen. A. Cascino, eroe della I guerra mondiale, si incontra la cinquecentesca chiesa di S. Pietro, dal bel soffitto ligneo a cassettoni del '700.