Le Province della Sicilia
I Comuni della Sicilia
| Piazza Armerina, Città d'Arte |
| Scritto da Enzo Giusto |
|
Pagina 1 di 3
Maggiori approfondimenti su: http://www.piazzanet.it Il magnifico centro storico di Piazza Armerina si apre allo sguardo del visitatore con le sue case degradanti, che la fanno sembrare un suggestivo presepe, dominate dal Castello Aragonese e dal Duomo, che, come un grande e luminoso faro, guida chiunque giunga da qualsiasi direzione nella città dei mosaici. Si prova un senso di grande stupore quando, percorrendo la via Roma, poco prima di giungere in piazza Garibaldi si intravede la maestosa cupola della Cattedrale che svetta sopra i tetti delle case, sopra il frontone di Palazzo di città (XVIII sec.), il palazzo Capodarso (XVIII sec.), la chiesa di Fundrò (XVII sec.), l'ex convento dei Benedettini (XVII sec.), quasi a voler sottolineare la sua supremazia architettonica, rispetto a monumenti che, seppur egregi, non possono certo competere con questo colosso che sovrasta e domina l'intera città. Eppure grande è la sobrietà e l'eleganza che sprigionano da questi edifici, che, comunque, non devono essere apprezzati singolarmente, ma come un unico complesso architettonico, in cui ogni singola costruzione è armonicamente integrata nella struttura complessiva di questa stupenda piazza, cuore pulsante della città, da cui si dipartono in ogni direzione strade dal sapore antico, dove ogni pietra, seppur muta, ha qualcosa da dire al visitatore che, con sguardo attento, sappia apprezzarne la essenziale intrinseca Proprio dietro l'ex Convento dei Benedettini è ubicato il quartiere Castellina, uno dei quattro quartieri storici della città, così chiamato in quanto si distendeva ai piedi di un castello che nel medioevo sorgeva in luogo dell'attuale convento di San Francesco. Il suo nucleo è rappresentato dalla chiesa di Santa Veneranda, la cui fondazione probabilmente risale al 1180, mentre il prospetto attuale è del 1650. Nella parte più bassa il quartiere è delimitato dall'antica Torre Castellina (1337) e da un tratto di muro di cinta, caratterizzato da un'ampia breccia che funge da porta d'ingresso al quartiere. Risalendo la via Cavour si giunge in piazza S. Rosalia, recentemente restaurata, dove prospettano sulla destra il Palazzo Trigona di Canicarao (XVII sec.) e sulla sinistra l'ex pretura, già sede della centrale elettrica. Poco più avanti, al visitatore viene offerto il maestoso spettacolo dell'ex convento di San Francesco (XVIII sec.), col famoso balcone del Gagini, che precede di poco la vista del duomo. Ci sono voluti quasi tre secoli per completare questa imponente opera, dal maestoso portale con colonne tortili, fortemente voluta dal barone Marco Trigona, il quale, alla sua morte, nel 1598, istituì un lascito per la costruzione di un edificio religioso più sontuoso della preesistente quattrocentesca Chiesa Madre, di cui oggi rimane il campanile in stile gotico-catalano nella parte inferiore, con rimaneggiamenti cinquecenteschi nella parte superiore. L'interno ha una grande navata a croce latina, con cappelle laterali comunicanti, e contiene numerose opere d'arte, tra le quali segnaliamo la secentesca tela Assunzione della Vergine di F. Paladini, collocata sopra l'altare del transetto sinistro, il Martirio di Sant'Agata di Jacopo Ligozzi e la Croce lignea di scuola antonelliana di ignoto, denominato convenzionalmente Maestro della Croce di Piazza Armerina, dipinta su entrambe le facce (Cristo Crocifisso, nella parte anteriore, Cristo risorto, nella parte posteriore). Nella piazza antistante il prospetto principale di questa grandiosa chiesa, con al centro la statua del Barone Marco Trigona, raffigurato nel gesto di offrire la cattedrale alla città, si affaccia anche il palazzo dei Trigona della Floresta (XVIII sec.), che presto, si spera, diventerà degna sede del museo archeologico cittadino. |
Piazza Armerina è una città ideale per chi voglia trascorrere una piacevole vacanza all'insegna del relax e della cultura. Essa è, infatti, un felice connubio tra l'opera della natura e l'intervento dell'uomo. E' il più grosso serbatoio di verde della provincia, immersa com'è in migliaia di ettari di verdi e lussureggianti boschi che ne mitigano il clima, durante le calde giornate estive, e la rendono località ideale di villeggiatura. Ma è anche un grossissimo serbatoio di cultura e d'arte, per i suoi innumerevoli monumenti, che, seppur trascurati, rappresentano un patrimonio ricchissimo e validissimo, che merita di essere riscoperto.
bellezza.