Parlare di bellezze storiche e paesaggistiche in Sicilia è impresa veramente ardua. Poiché descrivendo un sito inevitabilmente si rischia di dimenticarne un altro. Proseguiamo comunque nella descrizione della nostra terra, presentando ai nostri visitatori una città posta a metà strada tra Messina e Palermo e nota in tutto il mondo non solo per le sue bellezze naturali ma anche per la sua storia, per i monumenti, per il mare e le spiagge incantevoli, per le sue tradizioni e per la sua gente ospitale.
Celebre centro d’arte dal sapore normanno-orientale, Cefalù è uno dei più preziosi gioielli di Sicilia, con un panorama stupendamente unico. Una gigantesca rupe la sovrasta, scendendo a picco sul mare, e sul breve spazio si distende la città, dominata dalla cattedrale normanna che è ormai diventata il simbolo di Cefalù. Chi arriva dall’autostrada nota subito la magnifica veduta che offre questa grande massa di roccia sormontata dalle mura di un castello, probabilmente di età bizantina, alla cui base stanno ritti due campanili, che sovrastano un insieme di tetti apparentemente ammassati, che si protendono sul mare, ove appaiono qua e là tracce di antiche vestigia. Il contrasto è impressionante, e ci conduce rapidamente col pensiero alla misura umana degli edifici e al premere della possanza gigantesca della natura circostante. Dopo, però, è diverso, ci si abitua e i nostri sentimenti diventano sublimi quando si arriva al cospetto della Cattedrale di Cefalù. Imponente, possente, stupenda forse più di ogni altro spettacolo della natura, questa stupenda Chiesa sorge su un sopralzo della piazza principale del paese, dietro una scalinata compatta. Due poderosi campanili, a forma di torre e culminanti con lisce piramidi, rinserrano la facciata aperta in basso con un portico avanzato, a tre archi, di aerea levità. Sopra, archi intrecciati e una loggia cieca completano la severa maestà dell’edificio. Giriamo attorno alla chiesa e l’impressione di austera imponenza aumenta ancora, in particolare al cospetto dell’altissimo transetto e per la prolungata abside centrale, che con le più piccole e più basse torri campanarie ai lati, sempre visibili, forma un armonico accordo di masse, reso ancora più intimo dall’unità decorativa, cioè dalle finestre, dalle arcatelle e dalle lesene che sottolineano, come in un accordo musicale, il disporsi dei blocchi nello spazio architettonico. L’interno della chiesa, iniziata nel 1100, è quello che più risente degli influssi orientaleggianti. Il tesoro più splendido della Cattedrale è senza dubbio la figura del Cristo Pantocratore che giganteggia in tutta la sua solennità così come tutte le altre figure costruite con la splendida tecnica del mosaico colorato in oro, che, nel loro insieme, uniti ai fregi architettonici e alle colonne e ai costoloni, producono una sensazione di indimenticabile ricchezza e possanza unite ad una mistica spiritualità. Ma Cefalù non è solo la sua splendida Cattedrale! Molto interessanti risultano i suoi vicoli contornati di icone religiose che denotano la natura degli abitanti e dove è facile incontrare i venditori di pesce che strombazzano la loro flagrante mercanzia nei crocicchi. Qui ogni cosa è ancora a misura d’uomo in barba alle leggi del progresso. Le strade sono lastricate così come in origine, le facciate delle case, seppure rifatte, hanno conservato l’originale gusto che trasmette al visitatore sensazioni di pulizia ed efficienza. Interessante è anche il museo antropologico. In città non ci si stanca mai di curiosare per i bei negozi, in cui è possibile fare buoni acquisti; per non parlare poi dei ristoranti ove è possibile gustare tutte le varietà di pesce assieme a dei primi favolosi che con il buon vino prodotto da queste parti può completare un soggiorno da sogno.