All’estremità orientale di questa spianata si erge imponente il celeberrimo Tempio della Concordia il cui nome si deve a Tommaso Fazello che lo derivò da un’iscrizione rinvenuta nei pressi ma che col Tempio non aveva nulla a che vedere. Probabilmente dedicato ai Dioscuri, il Tempio è uno dei più importanti della grecità sia per stato di conservazione sia per purezza dello stile dorico. Eretto nella seconda metà del V secolo a.C., è un periptero con sei colonne sui lati corti e tredici sui lati lunghi, poggianti su un basamento a gradoni. La cella è tripartita, con prónaos e opistódomos in antis (aventi due colonne tra le ante). Originariamente dovette essere rivestito di stucco a colori vivaci. Il Tempio, nel VI secolo d.C., fu trasformato dal vescovo Gregorio in basilica cristiana a tre navate ed è a questo periodo che risalgono le arcate ricavate nei muri della cella. La via Dei Templi prosegue correndo parallela alla cinta muraria della quale in questo tratto si scorgono i ruderi della Porta III e, nella parte che volge all’interno, un gran numero di arcosoli cristiano-bizantini (tombe con ingresso ad arco). Poco più avanti, in cima alla Collina dei Templi da dove si gode uno splendido panorama sulla Valle e sul mare, si erge il Tempio di Hera o di Giunone Lacinia, eretto intorno al 450 a.C.. Il Tempio, la cui dedica ad Hera non è affatto certa, ha una struttura simile a quello della Concordia, infatti era un periptero esastilo (con sei colonne sul lato corto) in stile dorico di cui restano venticinque colonne, parte della trabeazione e della cella.