La Valle dei Templi di Agrigento - 3
Scritto da R. Falcone - R. Nicotra   
Tempio dei DioscuriIl Santuario comprende due temenoi (recinti sacri) con altari, sacelli (piccole cappelle con dentro un’ara) e tre piccoli templi. Verso la metà del V secolo furono costruiti, in stretta relazione col precedente, il Tempio dei Dioscuri (ma più verosimilmente dedicato a Demetra), del quale sono visibili quattro colonne rialzate nell’’800 e parte della relativa trabeazione che presentano ancora tracce dell’intonaco che le rivestiva, e il cosiddetto Tempio L, di cui rimangono il taglio di fondazione, numerosi rocchi di colonne e l’altare antistante. Tramite un sentiero, che si diparte dalla SS 115 e costeggia il corso del fiume Sant’Anna, si possono raggiungere le rovine del Tempio di Efesto o di Vulcano (seconda metà del V secolo a.C.) consistenti nel basamento e in due colonne. A questo punto si retrocede sulla SS 115 e, oltrepassato l’incrocio con la 118, si incontra sulla sinistra la necropoli romana detta di Giambertoni. Varia è la tipologia delle tombe; tra le più rilevanti la famosa e monumentale Tomba di Terone, in realtà databile ad epoca romana, costruita sull’esempio di analoghe sepolture africane; al di sopra di un alto basamento cubico si erge il tempietto che forse originariamente terminava con una cuspide. Tempio di GiunoneProseguendo per un breve tratto sulla SS 115, una stradina a destra permette di giungere al Tempio di Asclepio, dio della medicina, un piccolo edificio risalente al V-IV secolo a.C.. Il Tempio, nei cui pressi pare sia esistita una sorgente, era meta di pellegrinaggi da parte dei malati che qui venivano curati dai sacerdoti del dio. Di recente sono stati individuati, nei pressi del Tempio, altri resti appartenenti al Santuario tra i quali tracce di ambienti che, probabilmente, erano adibiti al ricovero degli ammalati. Tornando sui propri passi, si imbocca sulla destra la SS 118. Poco oltre i ruderi della Porta IV, detta Aurea, inizia sulla destra la via dei Templi. I primi resti che si notano sono quelli del Tempio di Eracle o di Ercole, posizionato su un altura, di cui sono visibili otto colonne rialzate nel 1924 alcune delle quali conservano i capitelli. Il Tempio era un periptero (completamente circondato da colonne), con sei colonne sui lati corti e una cella a cielo aperto munita di prónaos e opistódomos (la parte retrostante la cella). Per le caratteristiche strutturali e stilistiche viene considerato il più antico tempio periptero della Valle e risalirebbe alla fine del VI secolo. Procedendo verso il Tempio della Concordia si attraversa l’area della necropoli paleocristiana, oggi in parte inglobata nel giardino di Villa Aurea. Particolarmente degna di interesse una sezione della necropoli nota come Grotta o Catacomba Fragapane, un complesso di tombe ipogeiche collegate da corridoi.