La Valle dei Templi di Agrigento - 1
Scritto da R. Falcone - R. Nicotra   
tempio della ConcordiaNei pressi della Chiesa si incontra, raggiungibile solo a piedi, un Santuario rupestre dedicato alle divinità ctonie (della terra). Si tratta di una complessa struttura extra moenia che risalirebbe in parte ad un’epoca precedente la fondazione della città e che sarebbe stata, per la popolazione locale, sede di un culto del tutto simile a quello per il quale fu destinata dai Greci. Tre lunghi tunnel ricavati nella roccia costituiscono la parte più antica del Santuario. In fondo ad uno di essi è presente una sorgente le cui acque, convogliate da un condotto in terracotta, sgorgavano all’interno di vasche comunicanti poste fuori dalle gallerie. Il gran numero di lucerne e statuette votive raffiguranti Demetra e Kore testimonia la natura del culto e la dedicazione del Santuario. É da far risalire all’età greco arcaica, invece, la costruzione a pianta rettangolare che precede l’ingresso dei tunnel. Dal cimitero si sbocca sulla via dei Templi che, sulla destra, conduce alla SS 118 tramite la quale, sulla sinistra, si perviene in breve al Quartiere Ellenistico-Romano (visitabile ogni giorno dalle ore 9,00 ad un’ora prima del tramonto) il cui impianto, dal regolarissimo tracciato viario detto ippodameo (caratterizzato cioè da strade incrociantisi ortogonalmente), risalirebbe alla fine del VI secolo a.C..Tempio di Giunone Varia la tipologia delle case, alcune delle quali con pavimentazione a mosaico con motivi animali, vegetali e geometrici. Le più rappresentative sono la casa del maestro astrattista (così chiamata per via di un mosaico con decorazione ad esagoni ad imitazione delle venature del marmo), la casa del peristilio (per la presenza di un colonnato con al centro una vasca) e la casa delle svastiche (con pavimento decorato con croci uncinate). Nei pressi, lasciando la statale e attraversando il ponte sul torrente Giacatello, si trova un grande antro ipogeico dotato di cunicoli che probabilmente aveva la funzione di cisterna per la conservazione delle acque filtranti e che avrebbe fatto parte del celebre acquedotto di Feace menzionato da Diodoro. Riprendendo la statale si può compiere un’altra deviazione per raggiungere la Chiesa di San Nicola, sull’omonimo colle, ristrutturata e rimaneggiata nel XIII secolo. Sull’austera facciata, in conci di tufo a vista, risalta il bel portale ad arcate ogivali. All’interno, nell’unica navata e nelle quattro cappelle, sono custodite preziose opere d’arte, in particolare un crocifisso ligneo detto “il Signore della nave” e il bellissimo Sarcofago di Fedra scolpito nel II secolo d.C.. La Chiesa insiste su un’area che fu tra le più importanti per la vita pubblica della città. Vi si trovano, infatti, l’Ekklesiastérion (anfiteatro dove si riuniva l’assemblea dei cittadini ovvero l’ekklesia) e, opposto ad esso, il Bouleutérion (edificio a pianta rettangolare o quadrata munito di gradinate per le riunioni della boulè, il consiglio dei cittadini).