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La Valle dei Templi di Agrigento |
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Scritto da R. Falcone - R. Nicotra
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La città antica comprendeva la collina detta Rupe Atenea e, probabilmente, il Colle di Girgenti dove sorgeva la città in epoca medioevale, dai tempi della dominazione araba in poi. La Rupe Atenea, a ragione della posizione atta alla difesa, dovette costituire l’acropoli della città, come testimonia Polibio. La città, protetta da una possente cinta muraria, era chiusa ad oriente e ad occidente da due corsi d’acqua, l’Akragas e l’Hypsas (oggi San Biagio e Sant’Anna), e a meridione dalla zona collinare conosciuta come Valle dei Templi, sin dall’epoca della fondazione destinata agli edifici di culto.
Più a sud, nel territorio dell’odierno quartiere di San Leone, si trovava l’emporio. In epoca romana la struttura della città dovette rimanere complessivamente immutata. A partire dal IV secolo d.C., col diffondersi del cristianesimo, i templi della valle vennero progressivamente abbandonati mentre la popolazione, a causa delle continue minacce di incursioni dal mare, si trasferì gradualmente verso l’interno, sul Colle di Girgenti. Della cortina muraria sono state rintracciate nove porte in corrispondenza dei punti dove, a causa della naturale conformazione del terreno, risultava più facile l’accesso alla città. Di particolare interesse, anche per lo stato di conservazione, i resti della Porta I, raggiungibili per una strada che scende all’altezza del cimitero. Nei pressi si può osservare ciò che rimane di una mirabile struttura difensiva, nota come Baluardo a tenaglia, costituita da due sezioni di muri convergenti a formare uno spigolo acuto, rivolto verso l’interno, rafforzato da una torre di cui si conserva ben poco. Su tutto il territorio dell’antica Akragas sono sparse numerose necropoli che vanno dal periodo arcaico all’età bizantina. Notevole, anche per i corredi funerari in essa rinvenuti nonostante i saccheggi, la necropoli greca di contrada Pezzino, ad ovest della città, suddivisa da stradelle cimiteriali in settori. La visita di queste preziose vestigia di un passato glorioso può cominciare dal versante orientale della Rupe Atenea dove si trovano, raggiungibili tramite una strada che si diparte dal cimitero, i resti di un Tempio dedicato a Demetra sui quali, in età normanna, fu eretta la piccola Chiesa di San Biagio. Del tempio, databile alla prima metà del V secolo a.C., sono visibili la struttura a griglia del vespaio (intercapedine che aveva la funzione di isolare il basamento dall’umidità del terreno) e avanzi delle ante del prónaos (la parte antistante la cella della divinità). Che il tempio fosse dedicato a Demetra è stato stabilito in base al ritrovamento di busti della dea delle messi e della figlia Persefone entro un bothros (fossa per le offerte al centro dell’altare).
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