Le Province della Sicilia
I Comuni della Sicilia
| Agrigento |
| Scritto da R. Falcone - R. Nicotra |
|
Pagina 1 di 2
Da via Atenea, imboccando a destra la via Porcello e proseguendo per salita Santo Spirito, si può raggiungere la Chiesa di Santo Spirito (per visitarla cercare la custode in cortile Bonsignore) edificata, con l’attiguo Monastero chiamato anche Badìa Grande, alla fine del XIII secolo. Sulla calda facciata in tufo della Chiesa spiccano il bel rosone e il portale di stile gotico. L’interno, ad una sola navata, è impreziosito da stucchi attribuiti a Giacomo Serpotta e dal soffitto a cassettoni. Degno di ammirazione il bellissimo chiostro del Monastero con archi e bifore in puro stile chiaramontano; in alcune sale del complesso è allestita la sezione etno-antropologica del Museo Civico (visitabile tutte le mattine tranne la domenica, il martedì e giovedì anche di pomeriggio). Continuando per via Foderà si perviene in piazza Purgatorio dove si elevano la Chiesa di Santa Rosalia e la Chiesa di San Lorenzo o del Purgatorio, entrambe secentesche. La Chiesa di San Lorenzo presenta una bella facciata barocca in cui si apre un imponente portale delimitato da piccole colonne tortili e sovrastato da un timpano spezzato riccamente decorato; ai lati del portale due coppie di paraste fanno da nicchia a due magnifiche sculture su alti piedistalli. Notevole la torre campanaria con finestre ad arco inquadrate tra colonnine sui cui capitelli, finemente decorati, poggiano frontoni triangolari. All’interno splendide sculture allegoriche attribuite al Serpotta. Sempre nella stessa piazza è l’ingresso ad un grande antro ipogeico, detto Labirinto o ipogeo del Purgatorio e visitabile solo per motivi di studio, che farebbe parte del complesso sistema di opere per l’approvvigionamento idrico della città di Akragas ideato da Feace. Poco distante, in piazza Gallo, lo scenografico Palazzo dell’Orologio realizzato a metà dell’Ottocento in stile gotico; accanto si trova una palazzina dall’ingresso liberty che, dal 1740, ha ospitato il Circolo dei Nobili. |
L’itinerario di visita può cominciare dal limite orientale della parte più antica della città occupato da tre piazze contigue -Vittorio Emanuele, Moro e Marconi. In un angolo del piazzale Moro (dove in un’aiuola è stata situata una tomba a forno risalente al II millennio a.C.) si erge, nella piazzetta omonima, il Santuario di San Calogero, l’amatissimo Santo nero venerato in tutto l’agrigentino. D’impianto medievale ma ristrutturato nel ‘700, conserva all’interno, decorato da stucchi della scuola del Serpotta, un crocifisso secentesco in legno ed una Madonna con Bambino del ‘500. A pochi passi dal piazzale Moro inizia la via Atenea. Prima di imboccarla si può vedere, in un piccolo spiazzo, la Chiesa di San Pietro la cui facciata neoclassica, purtroppo mortificata dall’angusta ubicazione, presenta un grande portale ornato da colonne e, in alto, le finestre del campanile. In via Atenea, la più elegante della città, si elevano l’ex Ospedale Civico del ‘500 e bei palazzi nobiliari tra cui il Palazzo Borsellino del XIX secolo, il settecentesco Palazzo Carbonaro in stile classico, il Palazzo Celauro del ‘700, che tra i suoi ospiti illustri annovera anche Goethe, e il barocco Palazzo Contarini. Passeggiando per la bella via Atenea si è attratti dalle vetrine dei tanti negozi, dal vivace andirivieni della gente, dagli invitanti bar e pasticcerie, ma noi vi consigliamo di volgere lo sguardo anche un po’ più in alto: ad altezza, infatti, inconsueta sono collocate artistiche edicole votive che, normalmente, sfuggono all’attenzione del visitatore. Parallela a via Atenea è via San Francesco d’Assisi dove si innalza la Basilica di San Francesco d’Assisi, d’impianto trecentesco ma settecentesca nell’aspetto attuale. La semplice facciata si sviluppa su tre ordini in cui risaltano il portale a pannelli floreali e, nel terzo ordine, la nicchia con la statua del Santo e i due campanili. Nell’interno, a una sola navata, pregevoli affreschi e una scultura cinquecentesca attribuita al Gagini.